mercoledì 26 ottobre 2011

thoughts about trend and other things

Lo studio dei sociali, del loro livello di condivisione e dinamica si sta dimostrando uno dei più fertili terreni d’osservazione dell’evoluzione dei consumi.
Dall’analisi di una tendenza sociale se ne possono dedurre, in prima battuta gli effetti più immediati, ma soprattutto la conseguenza che genera a più ampio raggio sul suo disgregarsi nel sociale.
Ciò che interessa non è censire tutte le correnti socioculturali che generano il nuovo nei consumi, quanto mettere in evidenza alcune delle tendenze più significative del nuovo clima socioculturale e capire come nascono.
Ma cosa sono i trend e perché li definiamo sociali?
Traslato dalla terminologia economica, nel suo puro significato, il termine trend identifica la direzione verso la quale si sta muovendo il valore, quindi i trend sono una direzione o meglio un’inclinazione.
Ma chi decide cosa e quando cominciare a seguirlo?
È la società che detta legge, siamo noi che decidiamo quali saranno le tendenze e cosa si porterà la prossima stagione o il prossimo anno. Ma tutto quello che indossiamo è tendenza? In un certo senso si, ma non tutto fa tendenza.
Detto questo da dove nascono i trend e come facciamo a dire se una cosa è più o meno trendy?
Le tendenze nascono nel substrato urbano, si sviluppano all’interno di piccole realtà sociali, che in un primo momento risultano essere contro tendenza, anomale per tutto quello che canonicamente potremmo definire alla moda; ma è proprio questo rompere gli schemi, questo andare contro le regole che attira attenzione, che fa parlare, e quanto più piace parlarne, più questo contro trend diviene trend a tutti gli effetti.
Comincia ad invadere, come un virus, la cultura e tutte le sue varie forme; ed è così che il nuovo, che fino a poco prima risultava inusuale, diventa cinema, diventa musica, diventa danza, diventa moda … diventa trend.

Frida

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